“Io gli ho detto: del blu. Voglio sognare un cielo tutto blu…e sai una cosa?...Il cielo era stato operato di appendicite!...una grande cicatrice rossa in mezzo al blu…Mi sono avvicinata alla cicatrice. Camminando piano. I miei piedi lasciavano delle impronte, come la punta delle dita su un palloncino…e sono passata dall’altra parte...dall’altra parte del cielo…
Papà, sai cosa c’era dall’altra parte del cielo?"
Era lo spazio di una giovane curiosa, che ascoltava, osservava, assaporava, toccava e annusava. Vi trovavate quasi tutto ciò che arrivava dai cinque sensi ad EricaM e che poi si faceva un giro nella sua mente! Oggi questo Blog è una parte di tempo libero che EricaM ha deciso di dedicarsi. Buon Viaggio insieme ;)
@
dibeneinpeggio.blog@libero.it
Visualizzazione post con etichetta Pennac. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pennac. Mostra tutti i post
venerdì 26 giugno 2009
lunedì 9 febbraio 2009
Come un romanzo...la penna di Pennac
Come un romanzo
di Daniel Pennac
Il giallo della Luna spicca sul cielo blu. Lo stesso giallo della punta della stilo in evidenza sulla copertina. Sfondo è il cielo stellato e… forse il mare.
In questo libro il noto professore francese, autore di una serie di romanzi straordinari, elenca i diritti imprescrittibili del lettore, sono dieci.
Oltre al non leggere, Pennac elenca il diritto di saltare le pagine, quello di non finire un libro e ancora di leggere qualsiasi cosa.
Il libro inizia così:
Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare”… il verbo “sognare”…
Quando si ha davanti un bambino non si pensa subito di imporgli la lettura come un dovere: siamo noi che gli raccontiamo le storie, diventiamo il suo romanziere personale. E così creiamo un’intimità ineguagliabile.
Si forma una coppia straordinaria, lui, il lettore, e noi, il libro. Le storie, con tutti quei personaggi, consentono al piccolo di astrarsi dal suo mondo per trovargli un senso. Che pedagoghi eravamo, quando non ci curavamo della pedagogia!
Poi il bambino cresce, impara a leggere e gli adulti, quelli che leggevano per lui, si aspettano che l’adolescente legga da solo. Devi leggere!Perchè leggere è importante! Ma niente.
Si è persa l’intimità della lettura di ogni sera, ai piedi del suo letto. Gli veniva offerto, gratis, un viaggio nella fantasia, che lo sgravava dal peso della giornata. Quello che era un piacere ormai è svanito. Leggete per chi volete che legga. Hops!…sto usando l’imperativo.
139 pagine … io adoro i libri brevi.
PS.Il disegno in copertina è di Pennac
di Daniel Pennac
Il giallo della Luna spicca sul cielo blu. Lo stesso giallo della punta della stilo in evidenza sulla copertina. Sfondo è il cielo stellato e… forse il mare.
In questo libro il noto professore francese, autore di una serie di romanzi straordinari, elenca i diritti imprescrittibili del lettore, sono dieci.
Oltre al non leggere, Pennac elenca il diritto di saltare le pagine, quello di non finire un libro e ancora di leggere qualsiasi cosa.
Il libro inizia così:
Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare”… il verbo “sognare”…
Quando si ha davanti un bambino non si pensa subito di imporgli la lettura come un dovere: siamo noi che gli raccontiamo le storie, diventiamo il suo romanziere personale. E così creiamo un’intimità ineguagliabile.
Si forma una coppia straordinaria, lui, il lettore, e noi, il libro. Le storie, con tutti quei personaggi, consentono al piccolo di astrarsi dal suo mondo per trovargli un senso. Che pedagoghi eravamo, quando non ci curavamo della pedagogia!
Poi il bambino cresce, impara a leggere e gli adulti, quelli che leggevano per lui, si aspettano che l’adolescente legga da solo. Devi leggere!Perchè leggere è importante! Ma niente.
Si è persa l’intimità della lettura di ogni sera, ai piedi del suo letto. Gli veniva offerto, gratis, un viaggio nella fantasia, che lo sgravava dal peso della giornata. Quello che era un piacere ormai è svanito. Leggete per chi volete che legga. Hops!…sto usando l’imperativo.
139 pagine … io adoro i libri brevi.
PS.Il disegno in copertina è di Pennac
Iscriviti a:
Post (Atom)