Sto imparando a giocare a scacchi...e me la cavo! Imparare qualcosa è magnifico, perchè fai finta di saper già fare...come in bici:la prima volta che pedali fai finta che pedali da una vita, te la fai sotto, ma i piedi fanno quello che sanno i piedi anziani di un padre, di un nonno e di molti altri!
Gli scacchi, parlavo di questo, sì, mi piacciono. Con la dama me la cavo, ho anche battuto spesso i mie avversari, quelli che si davano per vincitori sempre, ma gli scacchi sono una sorpresa. Innanzitutto ci impiego molto più tempo, me li gusto bene, anche se i mie tempi sono comunque troppo veloci. Ho battuto il mio collega più forte e poi qualche altro che mi ha dato grande soddisfazione. Vincere...a volte si deve.
Io vinco spesso, tranne che a carte e a qualsiasi cosa legata alla dea Fortuna. Vinco con quello che so, che azzardo, che penso...vinco con le mie armi. Però so perdere, sì, l'ho imparato e mi piace anche questo...soprattutto quando io me ne sto tranquilla nel mio ruolo di sconfitta e qualche altro soffre e si dispera per non aver trionfato. Mi guardo attorno e dico che non saper perdere è veramente un gran neo.
Non sopporto chi bara, anche se lo invidio un pò perchè io non lo so fare...forse non lo sopporto per questo. Gli uomini barano spesso, almeno così ho constatato. Prendi ad esempio i giochi come Tabù e Pictionary ( io li adoro), in questi gli uomini barano sempre, ma perchè con loro non hanno una donna. Sì, le "mafie"-come dicono i bambini- le fanno gli uomini quando giocano contro le donne...perchè loro devono vincere! E che scherzi?!
La mia pedina preferita...l'alfiere, ma anche il cavallo non mi dispiace.
Era lo spazio di una giovane curiosa, che ascoltava, osservava, assaporava, toccava e annusava. Vi trovavate quasi tutto ciò che arrivava dai cinque sensi ad EricaM e che poi si faceva un giro nella sua mente! Oggi questo Blog è una parte di tempo libero che EricaM ha deciso di dedicarsi. Buon Viaggio insieme ;)
@
dibeneinpeggio.blog@libero.it
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giovedì 3 dicembre 2009
mercoledì 19 novembre 2008
lunedì 28 luglio 2008
Le eredi delle grandi star dell' 800
Nei giorni scorsi i quotidiani ci hanno proposto come fenomeno attuale quella che in realtà è una storia vecchia di secoli, mi riferisco al rapporto fra donne e uomini di potere. Qualche giornalista, a proposito delle carriere facili, ha anche cercato di puntare il dito su l'una o l'altra parte.
LE ETÉRE
Nella società greca erano le cortigiane sofisticate, che oltre a prestazioni sessuali
offrivano compagnia: tra le più famose Frine, Taide e Aspasia di Mileto, la colta e
influente compagna di Pericle.
IL RINASCIMENTO
Nell’età dell’oro delle cortigiane si distingue tra prostitute e “cortigiane
oneste”, che vivono presso le corti dei signori, come Gaspara Stampa o Imperia, l’“imperatrice” delle cortigiane romane.
LA CORTE DI FRANCIA
Nel XVIII secolo Madame de Pompadour, la potentissima amante del re Luigi XV, aveva frequentato i salotti parigini della società dei Lumi e veniva considerata una delle donne più potenti di Francia.
L’OTTOCENTO
Tra le cortigiane celebri dell’800: Alice Ozy, l’attrice corteggiata da Victor Hugo, Lola Montez, che girò i salotti d’Europa da Monaco a Parigi a Londra, Olympe Pélissier, amata da Balzac e Rossini.
Per approfondire l'argomento, in libreria troviamo:
HONORÉ DE BALZAC,La cugina Betta
BENEDETTA CRAVERI, Amanti e regine. Il potere delle donne
ÉMILE ZOLA, Nanà
LE ETÉRE
Nella società greca erano le cortigiane sofisticate, che oltre a prestazioni sessuali
offrivano compagnia: tra le più famose Frine, Taide e Aspasia di Mileto, la colta e
influente compagna di Pericle.
IL RINASCIMENTO
Nell’età dell’oro delle cortigiane si distingue tra prostitute e “cortigiane
oneste”, che vivono presso le corti dei signori, come Gaspara Stampa o Imperia, l’“imperatrice” delle cortigiane romane.
LA CORTE DI FRANCIA
Nel XVIII secolo Madame de Pompadour, la potentissima amante del re Luigi XV, aveva frequentato i salotti parigini della società dei Lumi e veniva considerata una delle donne più potenti di Francia.
L’OTTOCENTO
Tra le cortigiane celebri dell’800: Alice Ozy, l’attrice corteggiata da Victor Hugo, Lola Montez, che girò i salotti d’Europa da Monaco a Parigi a Londra, Olympe Pélissier, amata da Balzac e Rossini.
A Parigi, quando una donna ha deciso diHonoré de Balzac, La cugina Betta
far professione e commercio della propria
bellezza, non è questa una ragione
sufficiente perché faccia fortuna.
Vi sono creature ammirabili, piene d’intelligenza
che vivono in una terribile mediocrità,
concludendo assai male una vita cominciata
con i piaceri. Ed ecco perché: non basta dedicarsi
alla vergognosa carriera della cortigiana per
averne tutti i vantaggi pur conservando l’apparenza
di una borghese onestà coniugale.
Il vizio non raggiunge facilmente i suoi trionfi:
ha questo in comune col genio, che entrambi,
per conciliare la fortuna col talento, hanno bisogno
di un insieme di circostanze favorevoli…
A Parigi, una Taide deve dunque, anzitutto,
trovare un uomo ricco che perda la testa tanto da
darle un prezzo.
Credeva a quanto si dicesseGustave Flaubert, L’educazione sentimentale
delle cortigiane che danno
consigli ai diplomatici...
Per approfondire l'argomento, in libreria troviamo:
HONORÉ DE BALZAC,La cugina Betta
BENEDETTA CRAVERI, Amanti e regine. Il potere delle donne
ÉMILE ZOLA, Nanà
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