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lunedì 16 novembre 2009

La vita che volevo

Per tutti gli amanti dell’ormai caro Lorenzo Licalzi, ma anche per chi non lo conoscesse, l’ultimo libro “La vita che volevo”.

Aprendo il libro si riconosce subito lo stile Licalzi: le parole di una persona attenta, che riescono facilmente a render l’idea e che offrono a tutti l’opportunità di riconoscersi in uno dei personaggi.
Leggendo questo, come tutti gli altri suoi libri, capita spesso di dire “Sì, proprio com’è successo a me!”

Di formazione psicologo, Licalzi offre punti di vista sulla vita di tutti i giorni, sulle vicende familiari, sulle questioni di lavoro e propone interrogativi…

“Alzi la mano chi può rispondere di sì. Chi non ha mai rimpianto un’occasione mancata o una decisione che non ha preso. E non ha mai fantasticato un’altra vita; la vita, che forse, voleva davvero. E’ quel che succede ai personaggidi questo libro lieve e imprevedibile”

sabato 27 giugno 2009

Baci rubati.


Sarà la fiabesca Rocca di Gradara (Pesaro Urbino) il suggestivo scenario che ospiterà la mostra Baci rubati. Storie d’amore tra arte e letteratura. Dal 20 giugno al 2 novembre in questa splendida cornice si potrà ammirare una speciale selezione dei più famosi baci della letteratura che la pittura italiana ha immortalato in opere di forte impatto.

Nella galleria di baci ottocenteschi protagonista su tutti sarà, non a caso, il bacio tra Paolo e Francesca, i tragici amanti cantati da Dante, che la leggenda vuole scambiato proprio nelle stanze della Rocca, la quale, alla fine del XIII secolo era una delle residenze più frequentate dai Malatesta, famiglia a cui apparteneva anche Gianciotto, marito di Francesca.

lunedì: 8.30 – 14.00 (la biglietteria chiude alle 13.00)
da martedì a domenica: 8.30 – 19.15 (la biglietteria chiude alle 18.30)

mercoledì 3 dicembre 2008

Citazione

Durante la lettura qualcosa potrebbe succedere, un'influenza al contrario, che invece di ammalarci ci guarisce.
Vivian Lamarque

sabato 29 novembre 2008

Simboli... della bellezza

Osservo ed è come se il mondo mi stesse parlando per simboli quando invece, fino a un attimo fa, credevo si esprimesse alla lettera.
Davide Bregola, Lettera agli amici sulla bellezza

lunedì 17 novembre 2008

Letteratura: ancora Kundera

Chantal tiene disperatamente al suo presente, e per nessuna ragione al mondo lo scambierebbe con il passato o con il futuro.E' per questo che non le piacciono i sogni: perchè impongono una inaccettabile uguaglianza tra le diverse epoche di una stessa vita, una contemporaneità che appiattisce tutto quanto uno ha vissuto;i sogni svalutano il presente negandogli la sua posizione privilegiata.

domenica 2 novembre 2008

Letteratura: Kundera

E immagina che un giorno le accada di eprdere in quello stesso modo Jean-Marc. Di non saperne più nulla, di non poter fare altro che immaginare. Non avrebbe neanche la possibilità di uccidersi, perchè il suicidio sarebbe un tradimento, il rifiuto dell'attesa, la rinuncia alla sopportazione.

mercoledì 8 ottobre 2008

Il Medioevo e lo sguardo


Quante volte ci capita di riferirci a questo periodo storico, il Medioevo appunto.
Basta pensare ai litigi fra adolescenti e genitori, vi ricordate quando dicevamo loro:-Mica siamo nel Medioevo!- oppure quando si da dell'uomo medievale a chi a parer nostro e anacronista, antico, vecchio, assolutamente non moderno.

La sapete da dove è nata la diceria che masturbarsi porta alla cecità?Nel Medioevo!
Un commentatore tunisino di un trattato sulla sessualità del XVI secolo preserva la salute maschile, in particolare quella visuale, moderando le gioie dell'amore.Poi lì è stato un pò generalizzato: l'usare con femmina esaurisce il corpo, provoca la calvizie, rende malvagio il colore e debilita il vedere.

In alcuni periodi del Medioevo, però, il senso della vista è stato sublimato, era il medium tra questo mondo e Dio. La visio di quelle donne che diventeranno poi sante, come Caterina da Siena, forniva al popolo una guida. Le visioni di Ildegarda di Bingen erano giudicate profetiche.

E' anche vero, che quel valore educativo delle visioni, portò a morte le stesse donne che le avevano. Ricordate Giovanna d'Arco? La donna , da mentore, diventa strega. La Chiesa voleva la sua parte!

Sempre nel periodo storico dell'Eta di Mezzo, nello specifico nel contesto delle corti, lo sguardo era l'unico contatto fra gli innamorati. Le madri inseganvano alle figlie a controllare il proprio sguardo perchè altrimenti avrebbero obbligato al corteggiamento l'uomo che lo avrebbe incrociato.
Lo sguardo costituisce la base dell'eseprienza sentimentale e la fonte della comunicazione umana.

Gli sguardi si incrociano e ci si innamora, come successe a Paolo e Francesca e a Tristano e Isotta.
La fanciulla desidera l'uomo ma distoglie lo sguardo, il pudore desidera l'amore ma non lo rivela...L'osserva più volte e lo guarda in segreto, i limpidi occhi s'accordano con il cuore.

L'amore non è cieco, pare vederci bene!

martedì 2 settembre 2008

Il libro galeotto. L'amore per il verso giusto

DA quattro mesi, il castello di Wolinia era sotto la neve, e così, a perdita d'occhio, le sue terre, con le diecimila anime di servi-contadini, e le foreste. Il ballo di primavera a Kiev era lontano; nessun viaggio previsto a San Pietroburgo; insomma, tra i suoi quadri, i mobili inglesi, la ricca biblioteca e le porcellane cinesi, Evelina Hanska si annoiava. Il venerdì però arrivavano in slitta riviste e libri dall'Europa; quel nuovo scrittore, Balzac, la incuriosiva. Come aveva potuto scrivere Scene della vita privata, così sensibile sul cuore delle donne, e poi la cinica Fisiologia del matrimonio? Ne discusse con la figlia e due parenti povere; poi un giorno - era il febbraio del 1832 - scrisse una lettera a Balzac, firmandosi La Sconosciuta: "La vostra anima mi è parsa luminosa". Evelina aveva trent'anni; era una bellezza, appena pingue. Balzac la sposò qualche lustro dopo, ma, come aveva sostenuto, "una contessa ha sempre trent'anni". Scènes de la vie privée aveva trasformato la vita dell'indebitatissimo scrittore piccolo, grasso e senza denti in un aristocraticissimo romanzo a lieto fine.

Finite di leggere l'aricolo www.repubblica.it/2008/08/sezioni/spettacoli_e_cultura/libro-galeotto/libro-galeotto-due/libro-galeotto-due.html

venerdì 29 agosto 2008

Risultati sondaggio...Che tipo di letteratura preferisci?

Il 40% dei voti espressi sulle preferenze riguardanti la letteratura espime che il verismo di Verga è il più apprezzato.Il resto dei voti si è equipartito fra il nichilismo tipico della letteratura leopardiana, lo stilnovismo di Dante e la poesia del grandioso autore de Il Fanciullino, nonchè Pascoli.
Voti zero per il romanzo storico manzoniano, forse perchè a scuola ce lo rendevano assolutamente pesante.

Ma chi non ha amato Don Abbondio?

martedì 12 agosto 2008

La dignità dell'uomo

Già Dio(…) aveva costruito, secondo le leggi della sua arcana sapienza, questo universo. (…) ma compiuta la sua opera, l’Artefice sentiva il desiderio che ci fosse qualcunoche comprendesse la ragione, amasse la bellezza e ammirasse la grandiosità di un’opera tanto meravigliosa. Perciò (…) pensò di creare l’uomo.
Stabilì (…) che a colui, al quale non sin poteva dare nulla di proprio, fosse comune tutto quello che di particolare era stato attribuito alle altre creature. E così accolse l’uomo come opera di natura non definita, lo pose nel cuore dell’universo e così gli parlò: (…)da nessuna angusto limite costretto, determinerai da te la tua natura secondo la tua libera volontà, nel cui potere ti ho posto. (…) ti plasmi da te secondo la forma che preferisci.

Tratto dal De homini dignitate (La dignità dell’uomo) di Pico della Mirandola, operetta di fine 1400.

lunedì 11 agosto 2008

Il tempo di Kundera


L'uomo attraversa il presente con gli occhi bendati. Può al massimo immaginare e tentare di indovinare ciò che sta vivendo. Solo più tardi gli viene tolto il fazzoletto dagli occhi e lui, gettato uno sguardo al passato, si accorge di che cosa ha realmente vissuto e ne capisce il senso.

Tratto da Amori ridicoli di Milan Kundera